Sostenibilità e sicurezza nelle gallerie: perché il rischio è il vero punto di equilibrio

Quando si parla di sostenibilità delle infrastrutture, il rischio di restare sul generico è altissimo. Si finisce spesso per ridurre tutto a una questione energetica o ambientale, dimenticando che un’opera è sostenibile solo se riesce a mantenere nel tempo un equilibrio reale tra benefici sociali, economici e ambientali e capacità di reagire a incidenti, degrado e obsolescenza.

Nel caso delle gallerie stradali, questa visione è particolarmente importante. Qui la sostenibilità non può essere separata dalla sicurezza, e la sicurezza non può essere trattata come un tema isolato. Le gallerie concentrano traffico, impianti energivori, condizioni ambientali complesse, esigenze di continuità operativa e scenari di emergenza che mettono alla prova sia il progetto sia la gestione. Per questo parlare di sostenibilità in questo ambito significa necessariamente parlare anche di rischio.

Tempo, degrado e robustezza reale

Un’infrastruttura invecchia, si degrada, cambia il proprio comportamento sotto l’effetto dell’uso, degli incidenti, delle sollecitazioni e dell’obsolescenza tecnologica. Se tutto questo viene trattato in modo puramente deterministico, come se un’opera progettata una volta con adeguati fattori di sicurezza fosse robusta per definizione, si crea un’illusione pericolosa. La fragilità emerge solo a valle di un evento grave, quando i margini reali si sono già ridotti.

In questa prospettiva, la sostenibilità di una galleria può essere vista come la capacità di reagire in modo asimmetrico positivo alla volatilità e agli stress: cioè ottenere, nel lungo periodo, più vantaggi che danni in termini socio-economici e ambientali. Non basta che l’infrastruttura resista: deve farlo mantenendo un bilancio positivo tra servizio reso, sicurezza garantita, impatti sull’ambiente e costi complessivi per la società.

Il rischio, quindi, non riguarda solo la circolazione o l’incendio. Diventa una chiave trasversale che aiuta a leggere componenti diverse della sostenibilità: salute umana, perdita economica, danno ambientale, qualità dell’aria, resilienza dell’opera, incertezze gestionali. In questa logica, il contrario del rischio non è l’assenza di pericolo, ma la presenza di benefici misurabili: maggiore affidabilità, minori costi sociali, migliore servizio, minore impatto ambientale, maggiore valore residuo dell’infrastruttura.

Energia, sicurezza e prestazioni del sistema

Uno degli aspetti più interessanti di questa visione riguarda il tema energetico. Nelle gallerie, la sostenibilità non va letta come semplice risparmio dei consumi, ma come capacità di usare energia prodotta da fonti rinnovabili per migliorare il servizio e aumentare la sicurezza.

Questo significa, ad esempio, alimentare con fotovoltaico sistemi di illuminazione più efficaci o ventilazione preventiva in presenza di condizioni potenzialmente pericolose. La questione, quindi, non è consumare meno a ogni costo, ma utilizzare meglio l’energia disponibile per ridurre il rischio complessivo.

La stessa logica vale per i sistemi di sicurezza. Una progettazione e una gestione basate sul rischio consentono di bilanciare le prestazioni dei diversi sottosistemi in modo più intelligente. Un sistema innovativo, se realmente efficace sulla riduzione del rischio, può permettere di ridurre le prestazioni richieste ad altri impianti più energivori. È il caso, ad esempio, dei sistemi automatici di spegnimento, che possono limitare temperature e fumi e quindi alleggerire, a parità di rischio, le richieste all’impianto di ventilazione.

Qui la sostenibilità non è uno slogan: è ottimizzazione integrata fra sicurezza, energia e prestazioni.

Ambiente, costi e visione di lungo periodo

C’è poi un aspetto ambientale che nelle gallerie resta spesso sottovalutato: la concentrazione degli inquinanti ai portali. Le strade a cielo aperto distribuiscono le emissioni lungo il tracciato; le gallerie le concentrano in punti specifici, con possibili criticità soprattutto in ambito urbano o vicino ad abitazioni. La disponibilità di energia rinnovabile potrebbe rendere possibili strategie oggi frenate soprattutto dai costi energetici, aprendo la strada a una gestione più attenta anche agli effetti esterni dell’opera.

Sul piano economico, aumentare sostenibilità ambientale e sicurezza richiede più investimenti iniziali, ma questi vanno letti in una prospettiva allargata: maggiore resilienza, minori tempi di chiusura, minori costi sociali e sanitari, minori incertezze gestionali, miglior valore residuo dell’infrastruttura, minore deterioramento dei sistemi, miglior servizio per l’utente.

È una visione opposta a quella miope del minimo costo immediato: investire meglio oggi per evitare costi molto più alti, economici e sociali, domani.

Conclusione

La sostenibilità di una galleria non può essere ridotta a una formula energetica o ambientale. Passa per energia, monitoraggio, mitigazione antincendio, qualità dei sistemi, gestione informata del rischio e capacità di leggere l’infrastruttura come un organismo che deve restare robusto nel tempo. In questo senso, rischio e sostenibilità non sono temi separati: sono due facce della stessa strategia.

Autore dell’articolo: Luca Stantero

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